Tuesday, December 30, 2003

Un pomeriggio di un mese e mezzo fa ho improvvisamente realizzato i momenti ed episodi della mia vita in cui so di essere stata felice sono in genere situazioni in cui qualcuno mi ha inaspettatamente dimostrato amore-amicizia-stima. Per chiarirci, la felicità era dovuta all'incredulità/sorpresa che provavo nel vedere che qualcuno in quell'occasione specifica mi apprezzava, contraddicendo la visione negativa e limitante che avevo di me stessa.

Ho preso coscienza di questo fatto.

E mi sono sentita una sfigata.

Davvero, è stato uno schiaffo in faccia. Insomma, una cosa è dire ho un malessere, un'insoddisfazione, dovuta a varie ed eventuali: capo che mi sta col fiato sul collo - colleghi che stressano - relazioni sentimentali costantemente oscillanti tra l'insoddisfacente e l'assente - mamma isterica - cane che abbaia - ansia da 2000 impegni a settimana e neanche quest'anno Babbo Natale m'ha portato il dono dell'ubiquità - budget da raggiungere ecc. Diverso è invece renderti conto che il problema sei te. Anzi no, sono Io. Non il capo, non i colleghi, non Lui e nemmeno Babbo Natale. Sono Io che il problema ce l'ho Dentro. Sono Io che mi sento felice solo quando qualcuno o qualcosa mi sbatte in faccia il fatto che mi sto sottovalutando.

Da quel pomeriggio di un mese e mezzo fa mi è successa una cosa strana, cioè a tutti quelli che incontro mi viene da chiedergli: SEI FELICE? E DOVE STAI ANDANDO? E perchè? Boh. Forse è una specie di sondaggio sociologico, per capire bene quale sia lo stato emotivo e il livello di chiamiamola leadership personale di chi mi circonda. Tanto x capire se quella storta sono io o se invece sono in allegra e nutrita compagnia.

Di fondo ho la convinzione di poter trarre dei suggerimenti utili da queste risposte, l'ispirazione per fare qualcosa che funzioni anche per me....insomma se sono persone effettivamente felici, realizzate, posso provare a modellarle in qualche modo, vedere quali erano i loro obiettivi e che metodo hanno usato per raggiungerli, che tipi sono, magari anche come comunicano, come usano la gestualità. Insomma, se sono felici mi incuriosiscono perchè posso provare ad imitarli; se invece sono indecisi, con le idee poco chiare e disorientati come me posso sempre trovare consolazione all'insegna del "mal comune mezzo gaudio".

Ora si capisce che 'sta cosa non si può fare con tutti.....almeno ci vuole un minimo di confidenza no?! Insomma nn posso mica chiedere al primo che capita alla fermata della metro "MA TU SEI FELICE? TI SENTI REALIZZATO? SAI DOVE STAI ANDANDO? perchè ....perchè......ma perchè poi non posso? Alla fin fine cosa rischio, una occhiata compassionevole del malcapitato o una battuta tipo "ma che ti sei fumata una canna tra il the e le fette biscottate che già svalvoli alle 8 di mattina?" o magari qualche vaff tra i denti dai più scorbutici...Mi viene in mente Forrest Gump sulla panchina alla fermata dell'autobus che raccontava la sua storia a chi si trovava lì ad aspettare..Vabè diciamo che per ora mi accontento di testare i miei amici che ormai sono abituati alla mia skizzaggine, gradatamente toccherà al resto del mondo. Amen.