Monday, June 15, 2009

Welfare e ridistribuzione della ricchezza: conseguenza o contributo di una sana crescita economica? Dalla California l'ennesimo spunto di riflessione sulle dinamiche del rapporto tra welfare ed economia.

Democratici e repubblicani in difficoltà sulla riduzione delle protezioni
California a un passo dal cracLa forbice di Schwarzy sul welfare
«Non porto lo Stato alla rovina, è ora di mostrare cosa accadrà»


Dal nostro inviato Massimo Gaggi

NEW YORK - Un taglio sostanziale dell'assistenza ai poveri, agli anziani e ai disabili. Niente cure mediche per i bimbi senza assicurazione sanitaria. Meno fondi a una scuola pubblica già deficitaria. Via le borse di studio per gli studenti meritevoli. Via i «ranger» dai parchi dello Stato che diventeranno luoghi selvaggi. L'attore diventato governatore della California per anni si è portata dietro l'immagine del suo personaggio cine­matografico più popolare: Terminator. Ora Arnold Schwarzenegger ha deciso di interpretarlo sul set della politica spingendo i parlamentari locali a vota­re un sostanziale smantellamento del­lo Stato sociale. L'ultimo tentativo di far fronte al crollo delle entrate fiscali causato dalla recessione, dopo che gli elettori hanno bocciato la soluzione (un mix di tagli e aumenti di tributi) varata dal suo governo. «La nuova rotta - protestano le orga­nizzazioni dei disabili, - è quella del darwinismo sociale: sopravvivenza ga­rantita solo a chi è in buona salute».

Schwarzy è impazzito? Forse no, c'è del genio nella sua follia. E i progressi­sti di tutto il mondo faranno bene a te­nere d'occhio quello che accade in Cali­fornia, il posto dove «il futuro succede prima». Non sapendo più come mantenere in piedi una costosa rete di protezione sociale con le entrate fiscali che conti­nuano ad assottigliarsi e col termine per il riequilibrio del bilancio (fine lu­glio) che si avvicina, il governatore vuole far scoppiare le contraddizioni politiche. Ma vuole anche costringere i cittadini a toccare con mano le conse­guenze del loro voto. La prima bufera è scoppiata a sinistra: i sindacati, che in California sono molto più forti che nel resto degli Usa e sono decisivi per l'ele­zione dei parlamentari democratici, hanno chiesto ai loro rappresentanti di colmare il gigantesco deficit dello Sta­to con un aumento di 44 miliardi di dol­lari delle tasse sui ricchi, sul tabacco e sulle compagnie petrolifere.


L'Assemblea di Sacramento (a mag­gioranza democratica) non ha, però, al­cuna intenzione di adottare questa ri­cetta. «Con un'economia in terapia in­tensiva, altre tasse provocherebbero nel paziente un arresto cardiaco»: lo di­ce il leader dei repubblicani, Sam Blake­slee, ma lo pensano anche molti demo­cratici. Perfino quelli della sinistra radi­cale hanno spiegato ai leader delle «union» che non si può fare finta di nulla quando gli elettori bocciano i re­ferendum sugli aumenti delle tasse, compresi quelli sponsorizzati dai sinda­cati degli insegnanti e della polizia, i più influenti dello Stato. Insomma, anche la sinistra comincia a rassegnarsi all'idea che un ridimen­sionamento delle reti di protezione so­ciale sia inevitabile. Cerca, però, di limi­tarlo al minimo con vari espedienti, compreso il ricorso a nuovi debiti. Ma la California è già indebitatissima e, senza la garanzia federale, i nuovi pre­stiti arriverebbero con tassi d'interesse molto alti.


Così Schwarzenegger punta i piedi: «Non porto la California alla rovina: è ora di tagliare davvero le spese e mo­strare ai cittadini (che chiedono meno Stato) cosa succede quando si chiude bottega». La sua mossa crea scompi­glio tra i democratici, ma dovrebbe far venire i brividi anche ai progressisti eu­ropei, alle prese con problemi di finan­ziamento del «welfare» meno gravi ma non radicalmente diversi. La resa dei conti, però, potrebbe non avvenire solo a sinistra. Terminator è un animale politico anomalo: un repub­blicano cresciuto nel fronte reaganiano antitasse che si è poi alleato coi demo­cratici e ha rilanciato una serie di pro­grammi di intervento pubblico, ben di­versi dallo «Stato minimo» della destra conservatrice.


Oggi, con la sua «follia», fa emergere un altro paradosso: i depu­tati repubblicani che chiedono meno tasse, meno Stato, meno assistenza, so­no eletti soprattutto in quella Central Valley agricola, molto più povera delle metropoli della costa, che assorbe assi­stenza pubblica in misura superiore a Los Angeles e San Francisco. Può darsi che, messi davanti alle conseguenze so­ciali del loro voto «antitasse», anche gli smantellatori del «welfare» venga­no assaliti dai dubbi.

Schwarzenegger è un improvvisato­re. È ruvido e spregiudicato. Magari al­la fine accetterà un compromesso su ta­gli meno traumatici, ricorrerà al credi­to o avrà un aiuto da Washington. Ma oggi con la sua durezza sta imponendo una feroce «operazione verità» all'inte­ro sistema politico californiano e ai suoi cittadini. Per la prima volta arriva al pettine il nodo - da molto tempo evocato - dell'impossibilità di sostenere un «wel­fare » generoso se l'economia non cre­sce non per difficoltà momentanee, ma per una crisi strutturale. Oggi succede sulle coste del Pacifico, domani potreb­be accadere su quelle del Mediterra­neo.


15 giugno 2009


(corriere.it)

Saturday, May 02, 2009

Her Morning Elegance / Oren Lavie

Saturday, April 04, 2009

ITALIANI BRAVA GENTE..

Il reddito medio degli italiani è di 18.324 euro. È quanto risulta dalle ultime dichiarazioni dei redditi disponibili (dichiarazioni 2007 su anno d’imposta 2006), diffuse dal dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia.

Il 35 per cento dei contribuenti italiani dichiara un reddito inferiore a 10mila euro.

I più ricchi del Paese, coloro cioè che dichiarano oltre 100.000 euro, sono lo 0,9% del totale e sopra i 70.000 euro è appena il 2% degli italiani.
(repubblica.it)


Forse ITALIANI BRAVI EVASORI è un titolo più appropriato. Se il 35% ha dichiarato nel 2006 meno di 10.000 euro l'anno vuole dire che su 10 italiani, più di 3 avrebbero guadagnato solo 830 euro lordi al mese nel 2006. I dati si commentano da soli. Nessun governo a dx o sx che si sia mai seriamente impegnato con controlli a tappeto - misura evidentemente troppo impopolare. E chi non evade, cosa fa per assicurarsi che quelli con cui si relaziona facciano la propria parte? Medici, idraulici, tassisti, proprietari di case in affitto, avvocati, piccoli, medi e grandi imprenditori, commercianti, baristi, parrucchieri, dentisti, e tutto il sottobosco di lavoratori autonomi cui il reddito non viene tassato alla fonte, evidentemente in nutrita compagnia di piccoli e grandi evasori in altri settori. Quelli (pochi) che pagano le tasse regolarmente sono cornuti e mazziati: sono quelli che rinunciano a chiedere lo scontrino/ricevuta/fattura che spetterebbe loro e che restano zitti col senso di colpa, l'amaro in bocca e l'attacco di bile. Quando poi prendono forza e coraggio e li chiedono vengono guardati come se stessero rubando qualcosa, oppure vengono loro esposti i due prezzi, "con o senza ricevuta", perchè "così ci veniamo incontro". Per pagare meno prima a pagare siamo tutti, dopo, e molto di più. Paghiamo in servizi che non funzionano, in malcostume, in tasse sempre più alte sulla testa dei pochi che denunciano quanto spetta loro. Ma se i nostri condomini o i coinquilini pretendessero che fossimo sempre noi a pagare le spese di affitto o condominio dopo un pò non ci girerebbero le palle ? E allora perchè non assicurarci almeno nel nostro piccolo che ognuno paghi il suo? La nostra classe politica ci rispecchia, purtroppo abbiamo quello che ci meritiamo. Diventiamo più civili noi per primi, e forse un giorno potremo pretendere politici altrettanto adeguati.

Sunday, March 15, 2009

Camera dei deputati

http://www.camera.it/deputatiSM/4385/documentotesto.asp

Trattamento economico

La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche.

Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

Indennità parlamentare

L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006).

L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).

Diaria

Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965.

La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico.

È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori

A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza.

Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio

I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.

Soppressione dei rimborsi per i viaggi di studio all'estero


Con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.

Spese telefoniche

I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

Assistenza sanitaria

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato

Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Assegno vitalizio

Il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997.

In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.

L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.

Modifiche alla disciplina dell'assegno vitalizio

(Deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007)

1) Per i deputati eletti per la prima volta a decorrere dalla XVI legislatura l'importo dell'assegno vitalizio varierà da un minimo del 20 per cento ad un massimo del 60 per cento.

2) A decorrere dalla XVI legislatura è stata soppressa la facoltà per il deputato di riscattare, mediante contribuzione volontaria, gli anni di mandato non esercitati in caso di legislature incomplete. A seguito di tale soppressione i periodi di versamento dei contributi coincidono necessariamente con gli anni effettivi di mandato.

3) La sospensione del pagamento dell'assegno vitalizio è stata estesa al caso in cui il titolare del vitalizio assuma successivamente al 1° gennaio 2008 cariche pubbliche che prevedano una indennità il cui importo sia pari o superiore al 40 per cento dell'indennità parlamentare; alla sospensione non si procede qualora l'interessato opti per l'assegno vitalizio in luogo dell'indennità.

Wednesday, March 11, 2009

Tuesday, March 03, 2009

Basta, domani si taglia! Presupponendo che io sia una via di mezzo tra Charlize Theron, Kirsten Dunst, Cristina Ricci, Lene Marlin, Eva Longoria e qualche top sconosciuta, mi aspetto che dal taglio esca qualcosa del genere. ci conto eh.

Friday, February 27, 2009