Friday, April 01, 2005

sono al centro di un incrocio a stella circondata da tante macchine che attraversano l'incrocio in tutte le direzioni, su e giu a destra e a sinistra ognuna seguendo il proprio percorso. oggi è giornata di partenze. cammina cammina Marzia, che ha dato un'accelerata improvvisa bruciando le tappe a passi da gigante, lei piccola piccola com'e', da un IR in solitaria ad un campo di volontari per la ricostruzione di un villaggio del sud-est dell'India. partono Benedetta e Daniella, che torna a casa, Tel Aviv. parte Vas, cui ho fatto scomparire l'ultimo bicchiere di birra ieri sera discutendo con Giuliano, appena conosciuto, su come prendere il coraggio a due mani e mollare tutto, lui che sta per tornare in Costa Rica dove vive da due anni gestendo un piccolo ristorante, dopo aver lasciato Londra e un promettente lavoro in una compagnia informatica, per la natura ed una vita a "dimensione Giuliano" che alla domanda "sei pienamente soddisfatto?" gli fa rispondere "no, ma sono felice." E' partita Ilaria, partirà Luca alla ricerca di un posto dove realizzare finalmente il sogno di allevare gamberi sfruttando gli scarti termici industriali, fantabiologo, lo chiamano qui. Parte Luca per Addis Ababa e se ne va Yngvil, che si trasferisce a New York. Meteore che mi schizzano intorno, meteore nella testa, meteore fuori e dentro che insieme si affollano indistinte, Barcellona, il Razzmatazz, Salvation, Giordano, i Killers, alcool, Felix, Luca, il Linux, musica e birra irlandesi, Megan, Lanuvio, campi verdi e fiori di pesco, alti e bassi, presenze e assenze, dare e avere quanto basta perchè, come mi ha detto un saggio, nulla è assolutamente urgente o importante, proprio nulla.