Vivere non è possibile, lasciò un biglietto inutile , prima di respirare il gas,
prima di collegarsi al caos, e la mia amica era una stronza aveva 16 anni appena.
Vagamente psichedelica, la sua t-shirt all’epoca, prima di perdersi nel punk,
prima di perdersi nel crack, si mise insieme ad un nazista conosciuto in una rissa.
E nonostante le bombe vicine, la fame, malgrado le mine, sul foglio lasciò parole vere di vita: "la guerra è finita, per sempre finita, almeno per me!"
Emotivamente instabile, viziata ed insensibile, il professore la bollò, ed un caramba la incastrò durante un furto all’esselunga, pianse e non le piacque affatto.
E nonostante le bombe alla televisione, malgrado le mine, la penna sputò parole vere di vita: "la guerra è finita, per sempre finita, almeno per me!" E nonostante sua madre impazzita e suo padre, malgrado Belgrado, l’America e Bush, con una bic profumata d’attrice bruciata "la guerra è finita!", scrisse così

<< Home