Friday, August 20, 2004

Premetto che mi capita spesso di restare sola in ufficio a tarda notte e la cosa non è un problema, non lo è mai stato nemmeno da piccola, mai avuto paura del buio ed essendo figlia unica ci sono abituata, anzi dirò di più io da sola ci sto bene, domino il mio spazio..ma non importa, non è di questo che volevo parlare.
Ieri sera sono rimasta insieme ad una mia collega, quella che lavora qui sin dall'inizio, e parlando è venuto fuori che lei è convinta che nel nostro ufficio ci sia una presenza. insomma un fantasma, un'anima che non trova pace, uno spirito o comunque altro la si voglia chiamare. Ho passato un quarto d'ora a ridere mentre lei raccontava di averla spesso vista quando le capitava di far tardi in ufficio, specie in bagno (!!), che una volta ha chiamato il mio capo con la scusa di una chiacchierata solo per rilassarsi e prendere il coraggio di scendere di sotto (l'ufficio è su due piani collegati da una scaletta), che questa presenza non farebbe niente nè in bene nè in male, semplicemente c'e', e se ne va a passeggio per l'ufficio, e di giorno e quando c'e' gente non la vedi. E visto che questa cosa la viveva male ma si vergognava a parlarne e pensava di essere scema non ha mai detto niente finchè un giorno ha accennato la cosa ad un'altra mia collega (anche questa abbonata alle ore piccole in ufficio), la quale ha confermato di averla vista. Siccome però per lei è una cosa abb naturale (per rassicurarla di ciò le ha detto di avere una presenza anche a casa sua, che avverte in particolare quando è nell'intimità col ragazzo....pregasi gente astenersi da ogni commento sulle prestazioni del ragazzo in questione) non si è scomposta più di tanto..
ora sghignazzate a parte io devo dire che quando resto sola m'e' capitato più volte di alzarmi e andare a controllare perchè sentivo dei passi dall'altra parte dell'ufficio e pensavo che uno dei miei colleghi si fosse dimenticato qualcosa e quindi fosse risalito, ma poi in realtà non c'era nessuno...e poi è pieno di attrezzi elettrici fax stampanti computer e ogni tanto qualcosa si mette in funzione di punto in bianco, ma onestamente non mi ha mai sfiorato neanche l'anticamera del cervello di attribuire questi rumori al soprannaturale..insomma parquet, soffitto e scale in legno, rumori e scricchiolii sono normali, si tratta di un vecchio palazzo del centro...già, chissà quanto vecchio.. e chi ci abitava prima.. c'era un gioielliere..e ancora prima..

Sunday, August 15, 2004

fanno bene a censurare Fuck it di Eamon
guarda come siamo venuti su noi col vaffanculo per esteso di masini... vi presento Blackjacx:

"eccomi di nuovo a voi. ne sono successe di cose nel frattempo... in questo momento sto festeggiando l'indipendece day a Bombay, la piu' british delle grandi citta' indiane. L'ultima volta che ho scritto mi trovavo in rajastan, deserto del thar, ustionato come un'aragosta dal sole che batteva implacabile su tutte le parti del corpo che un motociclista esperto sa di dover difendere... ma stiamo parlando di me, non di un motociclista esperto. Il giorno successivo, un attimo di distrazione o la fretta di sottrarsi ai raggi cocenti della nostra stella abbronzante mi e' costata un frontale con una maledetta automobile che ha bruscamente interrotto uno dei piu' bei sorpassi mai visti da quelle parti, a detta di tutti i giovani di quel villaggio senza nome, teatro del big bang. La leggenda vuole che ancora oggi una ri-maledetta Ambassador bianca si aggiri smarmittando per il rajastan con la sagoma del buon blackjacx impressa sul cofano. Che botta ragazzi. Mai distrarsi in India! Ad ogni modo, voltiamo pagina... a parte il braccio sinistro di cui sto cercando di recuperare le funzionalita', e danni ad organi interni di cui moriro' comodamente al mio ritorno, l'incidente non ha fermato me e il bullet. Siamo ancora in pista. Dopo aver temporeggiato ancora un po' in rajastan, un po' per riprendere le forze un po' per trovare il coraggio di affrontare il monsone, alla fine mi decido e prendo la via del sud, puntando sul Gujarat alluvionato. Il vecchio fradicio blackjacx non aveva mai assorbito tanta acqua come questa volta. Come narrava Forrest Gump, anche io ho sperimentato sulla mia faccia tutti i tipi possibili di pioggia: fine fine, grossa grossa, mitragliata, vaporizzata... Quanta fanga ho mangiato in mezzo ai camion sulle mulattiere bombardate che qui chiamano highways. E che compassione destavo nella gente che mi accoglieva di tanto in tanto sotto qualche pianta o qualche tettoia quando cercavo riparo dalle raffiche piu' devastanti. Compariva sempre un bicchiere bollente di chai tutto per me. Quelle brevi soste sono state momenti che non mi scordero' facilmente. Ahmendabad capitale del Gujarat, quattromilioni e mezzo di sommozzatori. Un torrente in piena e sul fondo la citta'. Fango, carogne e blackjacx spazzati dalla corrente per le strade della periferia. Melma fino sopra le caviglie ( sulle pedane del bullet ) e caotiche attese immersi a bagnomaria per contendersi con mille autorickshows il passaggio di un autobus o un camion che aprissero un varco per guadare i punti piu' difficili. Ogni tanto qualche sfortunato finiva mezzo ribaltato in qualche immancabile cratere nascosto dall'acqua. Se mi si fosse spento il bullet nel punto sbagliato... non voglio pensarci... E giu' acqua a mitraglia, senza sosta, come se tirassero manciate di ghiaia. Mi fa ancora male la faccia. Un incubo. Eppure la citta' continua la sua vita con quella tradizionale accettazione delle cose, tipicamente indiana, che non mi dilunghero' ad analizzare. La gente fradicia se ne va al lavoro, la gente fradicia osserva attenta il movimento se non ha un lavoro. I mendicanti fradici mendicano alzando la mano un po' piu' in alto, gli autisti fradici di autorickshow si ribaltano qua e la in qualche buca con i loro passeggeri fradici. Gli spingitori fradici di carretti non variano il loro passo o l'arco della loro schiena o i loro occhi sbarrati e vuoti, ne' sotto il sole ne' dentro la fanga, e le pie, imperturbabili vacche fradice non si domandano mai cosa sia la confusione che hanno intorno. Questa e' l'India. E li' in mezzo sfreccia il vecchio blackjacx come l'angelo della morte, spiegando due enormi ali marroni d'acqua melmosa, con il motore su di giri del bullet rombante che fa eco come un organo. Un deficiente. Turismo fai da te. Abbiamo detto tutto. I giorni e i chilometri passano: Vadodara, Daman e i suoi liquori e le sue spiaggie, ma i nuvoloni restano. Ora sono a Bombay, e mentre aspetto un tipo che mi deve portare delle parti di ricambio per il bullet (bella bestia, ma bisognosa di continue attenzioni) mi dileggio nel rispondere alla posta e a ingrassare di kilobyte il forum. Leggo anche delle vostre avventure in giro per il mondo... siamo proprio una brutta razza! Per noi non c'e' ne' scampo ne' rimedio"

Friday, August 06, 2004

If you are not paranoid, you don't have enough information (US)