Saturday, April 28, 2007


Sunday, April 22, 2007

Guns n' Roses - Sweet Child O' Mine

Guns n' Roses - You could be mine

Queen - Who Wants to Live Forever

Queen - Princes Of The Universe (Highlander soundtrack)

Queen - Show Must Go On

Boston - A man I'll never be

Boston - More Than a Feeling

Friday, April 20, 2007

We don't like the opening demands of the initiative? So what? The opening demands of every negotiation are hard-line, with each side beginning with maximal demands. Neither side attains all that it seeks in negotiations -- if they did, it would be surrender and not a negotiation. my Chairman

Monday, April 16, 2007

Nuovi terroristi, un fenomeno solo italiano
di Alberto Ronchey


Quel messaggio propagato tramite un sito Internet, rivolto ai neobrigatisti da un loro presunto ideologo in carcere, come ha potuto raggiungere la rete? Si tratta di quattro pagine datate aprile 2007 che incitano i seguaci a persistere nella cospirazione, uscite da una cella d'isolamento del penitenziario di Monza. Spuntano sul web anche messaggi d'altri arrestati a febbraio. È in corso un'inchiesta, forse avremo risposte o forse no. Sta di fatto che in Italia il brigatismo, dopo quattro generazioni, può disporre ancora di proseliti e complici. Negli anni 70, fenomeni simili erano insorti anche all'interno di altre democrazie. Poi erano scomparsi. Nella Bundesrepublik, da tempo, s'è dissolto il terrorismo della Rote Armee Fraktion. In Italia, tuttora, la sedizione che uccide ritorna con episodi ricorrenti. Eppure, nei motivi pubblicizzati della «lotta armata» si ripetono manifeste contraddizioni. Dall'inizio delle loro sfide, negli anni 70, i brigatisti si dichiararono in guerra con uno Stato repressivo nel quale tuttavia non esisteva la pena di morte, ma con particolare tenacia infliggevano quella pena e hanno continuato a infliggerla per lunghi anni ai rappresentanti o collaboratori di quello stesso Stato. Nel 1978 non esitarono a «giustiziare» Aldo Moro, nell'85 Ezio Tarantelli, nel '99 Massimo D'Antona, nel 2002 Marco Biagi. Ora, mentre il 12 febbraio si sventavano altri previsti attentati con gli arresti seguiti all'indagine della Procura di Milano, venivano anche scoperti arsenali clandestini: Kalashnikov, Uzi, perfino una mitraglietta Skorpion come quella che uccise Moro. Il pm Ilda Boccassini ripete: «Abbiamo salvato vite umane». Altra patente contraddizione.
Come quelli delle origini, i neobrigatisti presumono che non ci sia differenza tra un ordinamento di democrazia definito liberale, una dittatura sudamericana e un autoritarismo di impronta fascista, perché sarebbero tutte in qualche modo strutture oppressive malgrado variabili apparenze o definizioni. Eppure, quando vengono arrestati, spesso reclamano per sé proprio quelle sostanziali garanzie che distinguono lo Stato di diritto e di democrazia liberale svalutato nelle loro premesse. Si dichiarano persino «prigionieri politici», ma vogliono ignorare che storicamente il terrorismo rivoluzionario fu solo e sempre l'extrema ratio contro spietate tirannie straniere o nazionali. E ancora, i brigatisti accusano il sistema dell'informazione d'essere assolutamente manipolato. Eppure, tendono a usarlo con ogni possibile sensazionalismo a scopi di reclutamento. Come quando operano nelle maggiori aree sociali di conflittualità e turbolenze, indirizzate a qualsiasi contestazione, per favorire la deflagrazione dell'evento da prima pagina. L'intento è usare i media per divulgare la loro esasperata interpretazione ideologica dei rapporti sociali, persino sperando di provocare quel fenomeno che Trotskij definiva «il corto circuito della dittatura», presupposto d'ogni strategia rivoluzionaria. Ma in Italia, dal '45 in poi, anche in drammatiche circostanze come la sfida degli «anni di piombo», non abbiamo visto mai nemmeno l'ombra d'una dittatura. Rimane da spiegare perché, mentre il terrorismo di baschi o irlandesi motivato da particolari condizioni storiche tende a esaurirsi, noi soli tra gli europei dobbiamo temere un terrorismo endogeno-ideologico insieme a quello esogeno-islamico.
16 aprile 2007

non sono d'accordo con il caso specifico che Alberoni usa come punto di partenza e gli esempi che cita, e nemmeno condivido in pieno la visione della brutalità dell'uomo allo stato di natura, d'altronde è interessante la riflessione sul ruolo di famiglia e società, e la considerazione che a scolarizzazione, conoscenza ed informazione non necessariamente corrispondano educazione, legalità e civiltà.

.. è scomparso il controllo che, nel passato, veniva esercitato dalle famiglie e dalla comunità. Negli ultimi decenni si è diffuso il convincimento erroneo che il mondo dell’amore, dei sentimenti delicati, delle buone maniere, della lealtà e della legalità sia qualcosa di naturale, di spontaneo. No: è il prodotto di millenni di civilizzazione e si conserva solo grazie alla continua vigilanza della comunità (ed aggiungerei anche qui: delle famiglie. viva il '68) , alla sua costante azione educativa, alla sua continua crescita culturale. Quando questo ordine si rompe, per esempio in una guerra, vediamo esplodere i comportamenti primordiali più brutali: gli uomini torturano, stuprano, uccidono. Basta lasciare giovani maschi e giovani femmine insieme senza leggi, e ben presto si forma un gruppo dominante di maschi violenti ed armati che schiavizza gli altri e monopolizza tutte le femmine. Cosa fanno i signori della guerra in Africa, cosa fanno gli arabi nel Darfur? No, la pura spontaneità non produce vivere civile, ma solo paura, oppressione ed arbitrio. La civiltà è il prodotto dell’educazione degli impulsi attraverso la cultura, la morale, la legge. Soprattutto attraverso l’esempio.. (F. Alberoni, www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/Alberoni/2007/04_Aprile/16/alberoni.shtml)

Tuesday, April 10, 2007

LotR Diaries

Aragorn
Giorno 1: Nazgul uccisi: 4. Grande! Incontrati gli Hobbit. Camminato per quaranta miglia. Ho scuoiato e mangiato uno scoiattolo. Ancora non Re.
Giorno 4: Bloccato nelle montagne con gli Hobbit. Boromir e' davvero rompiscatole. Ancora non Re.
Giorno 10: Triste; nessuna entrata in scena, ultimamente. Molto buio, nelle Miniere di Moria! E grossi Balrog. Anche oggi, non sono Re.
Giorno 32: Orchetti uccisi: nessuno. Aggiornata la barbetta: vagamente arricciata. Legolas m'ha detto che un'ombra e una minaccia stanno crescendo nella sua mente?!? Penso che Legolas sia un po' gay. No, ancora non Re.

Arwen
Giorno 1: Ho rotto con Aragorn. Insiste a regalarmi pipe di argilla e pantaloncini alla zuava per il giorno di San Valentino, quando io gli ho chiesto chiaramente una sottoveste. Lo ho cacciato da Rivendell.
Giorno 2: Sola e annoiata. Mi pento d'aver mandato via Aragorn. Dopo tutto, che male c'era se mi voleva vestita con capelli corti e ricci, e camminando sulle ginocchia durante i momenti di intimita'? Sono certa che gli altri umani hanno stramberie simili in testa. Mi piacerebbe provare interesse per altri Elfi, ma dalla litigata con Glorfindel nella seconda era, quando mi ha accusato di star copiando la sua messa in piega, ho lasciato perdere la mia stirpe.
Giorno 3: Qualcuno insiste a provarsi i miei vestiti. Sono tutti sformati, soprattutto quello viola.
Giorno 6: Legolas s'e' tutto stizzito quando l'ho accusato di provarsi I miei vestiti. Ha impugnato in difesa la sua mascolinita'. QUALE mascolinita'???
Giorno 11: Legolas tiene il broncio. Dice che dall'incidente dei vestiti gli altri elfi lo scherzano e non lo prendono piu' sul serio come uomo. E' tremendamente carino, ma non tanto sveglio.
Giorno 13: Troppo, troppo, troppo annoiata. Forse lascio Rivendell in cerca di avventure, o per fare shopping.
Giorno 15: Sono andata fino alla Breccia di Rohan solo per scoprire che non ci sono Brecce a Rohan, ne' rotture o contrasti di sorta. Non e' neppure una repubblica delle banane. Pubblicita' ingannevole.
Giorno 18: Ho seguito Aragorn per due giorni. Non avevo mai visto da vicino gli Hobbit, prima. Di colpo tutta la faccenda dei capelli ricci e del camminare ginocchioni guadagna senso.Sono davvero incazzata. Questa mi brucia forte.
Giorno 20: Ma se non sono attorno non si lava MAI i capelli?
Giorno 24: Ufficiale. Aragorn e' un totale pervertito hobbifilo. Palesemente cotto di quel Frodo occhioni-blu. Sam lo accoppera' se solo prova qualcosa.
Giorno 25: Ho stretto all'angolo Sam mentre cercava erbe. Gli ho spiegato esattamente come si puo' uccidere qualcuno istantaneamente ed in silenzio, usando solo una forcina ed un elastico per i capelli. Poi lo ho voltato e gli ho dato una leggera spinta verso Aragorn...ma senza risultato. "Ma abbiamo bisogno di lui per proteggere il sig. Frodo, intimidente signora Elfa". Lagnoso piccolo Hobbit, io non ho pazienza.
Giorno 27: Inseguita dai Nazgul. Noiosi. Torno a Rivendell.
Giorno 29: Beh, che cavolo. Non posso neppure avvicinarmi al Portatore. Sam e' sempre attorno, e poi Aragorn sta sempre in agguato vicino alle stanze degli Hobbit. L'ultima volta che lo ho pescato ha finto di star cercando dei frammenti di Narsil che aveva perso.
Giorno 30: Questi Hobbit sono una noia. In cucina, sono sparite tutte le carote. La sala da bagno e' inavvicinabile, con tutte quelle bolle e quel puzzo di fragola. Legolas rompe le scatole; non vuole che vada al Concilio perche' se no non sarebbe il piu' grazioso dei presenti. Ovviamente, tutto questo sta stressando papa'. Ieri mi ha chiesto bruscamente se pensavo che il completo viola gli donasse. Gli ho risposto ovviamente di no, dato che e' troppo maturo per certi vestiti.
Giorno 32: Ho speso tutto il giorno a gironzolare sul ponte cercando di esser graziosa, per quando Aragorn sarebbe arrivato. Lo ho accusato in tronco di essere un pervertito. Mi ha detto che Isildur era uguale, e che lui sta cercando di seguire le orme degli Avi per farsi una carriera. Gli ho spiegato che lui e' l'erede di Isildur, NON Isildur. Ha risposto sconsolato "Se solo fossi piu' bassa e coi piedi pelosi".

Legolas
Giorno 1: Arrivato al Concilio di Elrond. Sono il piu' grazioso di tutti i presenti. Accettato di accompagnare certi tappetti fino a Mordor per buttare un anello nel vulcano. Missione molto importante - quell'anellino d'oro e' cosi' di cattivo gusto!
Giorno 10: Gandalf caduto nelle ombre. Passando alle cose importanti, penso che mi stia spuntando un brufolo sul naso. E' una cosa seria; i brufoli elfici tendono a restare per piu' di 500 anni! Ancora il piu' grazioso, nonostante il dannato brufolo.
Giorno 11: A Lothlorien. Sospetto che Galadriel sia piu' graziosa di me. Ma sono anche sicuro che ha copiato la mia messa in piega. Io usavo lo stesso look almeno 1000 anni fa - ridicola copiona! Si e' arrabbiata perche' ho usato la sua fontanella-specchio per un bel bagnoschiuma. Ho ignorato le sue proteste sul fatto che i miei capelli avevano intasato lo scarico. Non me ne e' mai caduto uno in 800 anni; perche' diavolo avrebbero dovuto cominciare ora? Sono tutt'ora di gran lunga il piu' grazioso!

Pipino
Giorno 2: Molto carina, Rivendell. Stufo di stare in stanza con Sam, comunque. E' sempre bagnato e puzza di fragola. E sono anche stufo di elfi che mi scambiano per uno strano ornamento da giardino.
Giorno 3: Unito alla compagnia per una gita. Sono tutti simpatici, a parte Legolas che è un po' spocchioso. Ieri mi ha tenuto a testa in giu' sopra un crepaccio finche' non ammettevo che lui era il piu' bell'elfo della Compagnia. Non me la son sentita di far notare che e' l'unico elfo della compagnia, perche' il crepaccio era molto profondo.
Giorno 7: Sono settimane che ho incontrato Aragorn e non si e' ancora lavato i capelli. Mi sta davvero seccando.
Giorno 15 Bellissima, Lothlorien. Sono incappato per sbaglio in Gimli che si faceva il bagno. Ora ho capito cosa intendeva Gandalf con "esistono cose piu' paurose degli orchetti".

Merry
Giorno 9: Riparata la carota con una colla elfica speciale. Sono un grande!

Gimli
Giorno 13: Bel freddo in cima al Caradhras. Grossa lite su chi doveva portare a spalla gli hobbit. Non ho partecipato perche' stavo spiegando a Legolas come si intrecciano correttamente i capelli.
Giorno 14: Miniere di Moria. Devo aver sbagliato I segni sul calendario, perche' il cugino Balin pare morto da almeno sedici anni. Mi sara' capitato l'ultima volta che mi sono arrivate le cartoline di natale da Moria. Insomma, non si puo' pretendere che tenga nota di ogni cosa!

Boromir
Giorno 6: Aragorn e' ancora fissato con Frodo. - "Boromir, dai l'anello indietro a Froooodoo." - "Boromir, lascia che io porti Frodo a spalle sul Caradhras." - "Boromir, smetti di tentare di staccare la testa a Frodo mentre dorme cosi' puoi prenderti l'Anello." Questo sfacciato favoritismo e' cosi' irritante.
Giorno 35: Ucciso dagli Orchetti. Stupidi Orchetti.

Saruman
Giorno 1: Annoiato. Niente ADSL ad Isengard. Non ho nulla da fare se non scrivere lettere anonime a Radagast il Bruno o a Manfred il Vagamente Ocra. Forse mi mettero' a guardare il Palantir.
Giorno 2: Ho incontrato un tipo simpatico via Palantir. Sembra che io gli piaccia molto, e non solo perche' sono il piu' potente mago nella Terra di Mezzo. Mi chiedo che aspetto abbia.
Giorno 3: Comincio a disilludermi riguardo il tipo del Palantir. Non vuole mandarmi sue foto, a parte una con un grosso bulbo oculare. Dice di essere timido ma sospetto sia grasso, o forse peloso. Ho sentito bruttissime storie riguardo le relazioni in Palantir. Forse dovrei ignorarlo per un po'.
Giorno 4: Beh, non ci crederete, ma il tipo del Palantir pare sia l'Oscuro Signore di Mordor. La mia tipica fortuna. Beh, poteva essere peggio, credo. Sauron non e' ne'grasso ne' peloso, semplicemente e' una immateriale potenza malefica. Ora devo andare a creare una massiccia armata demoniaca per devastare la terra. E poi ho appuntamento dal manicure. Non e' facile tenere le unghie acuminate.
Giorno 13: Sono stufo di farmi otto milioni di scale solo per sfottere Gandalf. Lo avrei dovuto rinchiudere in un sotterraneo a facile accesso, dove potevo sfotterlo piu' facilmente e senza dover aspettare dopo colazione.
Giorno 14: Chi e' che sputa gomme americane sui miei orchetti? Onestamente.
Giorno 15: Ero nel bel mezzo di uno sfotto' molto divertente e Gandalf mi e' scappato. Bah, se non altro mi risparmiera' queste scalate quotidiane.

Sauron
Giorno 6: Non e' tanto il fatto di essere stati sconfitti dall'Ultima Alleanza. Nemmeno quello di essere ridotti ad un enorme bulbo oculare disincarnato, anche se un po' di collirio ogni tanto non guasterebbe. Ma chi e' che ha avuto la grande idea di tagliare cipolle qua vicino??? -piu' tardi- Dannati gli orchetti e la loro mania per la salsa alle cipolle. Gli ho tolto di nuovo gli effetti di luce in discoteca. Dio, e' divertente essere malvagi.
Giorno 3 milioni e cinque: Annoiato. E' dalla seconda era che aspetto l'addetto Telecom-di-Mezzo per installare l'ADSL a Barad-Dur. Usero' il Palantir come alternativa all'ads personale; mi sento troppo solo.
Giorno 3 milioni e undici: Incontrato un tipo a posto col Palantir. E' vecchiotto e sembra copiare l' acconciatura da Galadriel, ma non importa. Gli piaccio per quel che sono. Finalmente qualcuno guarda oltre il puro bulbo oculare.
Giorno 3 milioni e tredici: Stavo cercando di invitare Saruman a cena, ma mi sono impappinato e ho farfugliato qualcosa di stupido sul creare un'armata, invece. E' abbastanza buffo vederlo suonare il violino nel tentativo di creare un'atmosfera romantica tra Orchetti e umani, per cui non chiariro' subito il malinteso.
Giorno 3 milioni e sedici: Mi chiedo se Saruman sia sordo? Gli ho detto che speravo di stabilire un rapporto ben radicato, e lui ha iniziato a sradicare tutta Isengard.
Giorno 3 milioni e ventuno: Elrond ha dato un altro dei suoi disastrosi party. Perche' non mi ha invitato? Solo perche' non ho più corpo e non posso giocare a Twister con Legolas non c'era motivo di snobbarmi.
Giorno 3 milioni e ventitre: Noia, Noia, Noia. Ho passato la giornata in Palantirnet. Bel posto, Moria, ci facevo delle belle vacanze.
Giorno 3 milioni e ventisei: Compagnia a Lothlorien. Oh dio! Galadriel, Galadriel, Galadriel. C'e' sempre di mezzo LEI. - E tingimi le unghie, Sauron. - E non toccarmi i capelli, Sauron. - E voglio un anello carino, Sauron. Per poi mettersi con quel rintronato testa quadra di Celeborn. Scommetto che LUI non sa forgiare venti anelli di potere. Sospetto si stia preparando una lotta senza quartiere fra Legolas e Galadriel, per vedere chi dei due riesce meglio a vagare leggiadro tenendo una caraffa d'acqua in mano. Roba da farmi uscire l'occhio dalle orbite, se ne avessi. Meglio se rovescio qualche botto ben carico dentro Monte Fato e mi godo i fuochi d'artificio.
Giorno 3 milioni e ventinove: Finalmente un pestaggio decente. Orchi uccisi: quattrocento; cattivissimi umani uccisi: uno. Forza Orchetti!

Nazgul
Giorno 1: Appena aperto il regalino di natale di Sauron. Oh, che anello carino, carino, cariiino!
Giorno 1.000.967: Ho ricevuto ANCORA dei cioccolatini come bonus natalizio dal Signore Oscuro. Come al solito, lui prima si mangia tutti i ripieni e ci lascia i cremini alla fragola. Come detesto questa vita di squallido servaggio. Ancora disincarnato.
Giorno 1.001.056: Che noia, a Barad-Dur. Si puo' solo giocare a Scarabeo con gli Orchetti. Una palla, visto che conoscono solo la Lingua Nera. Provati tu a comporre "Azg Nazg Gimbatul" per beccarti il tre volte la parola.
Giorno 1.001.102: Sospetto che Sauron si stia preparando per qualcosa. L'ho pescato che si stava applicando il mascara cerimoniale immateriale. Credo che sara' molto contento quando avra' di nuovo un corpo per vestirsi con qualcosa. Ancora disincarnato.
Giorno 1.001.105: Si', Sauron decisamente si prepara a qualcosa. Abbiamo ordine di cacciare gli hobbit e i loro amici piu' stretti; sembra che uno di loro in qualche modo abbia ripescato l'Anello Dominante. Il suggerimento del Re Stregone di Angmar, di far pubblicare le foto dell'Unico Anello sui cartoni del latte e aspettare chiamate, e' stato ignorato.
Giorno 1.001.119 Sono incocciato nella squinzia dell'erede d'Isildur, oggi. Ero troppo impegnato a ridere del concetto di Aragorn lo sciupa-hobbit che ha una "ragazza", per accorgermi che la piena ci stava travolgendo. I cavalli son morti, le armature ruggini. Dobbiam tornare a Mordor.

Da "La Camera dei Segreti" (davidep85.spaces.live.com)

Friday, April 06, 2007

The Lord of the Rings - Going Under

Merry e Pipino

Gandalf

un bell'articolo da Corriere.it

«In classe ho ragazzi di mezzo mondo. Il problema? Il razzismo dei genitori»
Genova, la maestra Celeste Barone tra la «erre» di Wei Li e l'odio del piccolo libanese. Ricordi di un'insegnante in prima linea

La maestra Celeste non è mai riuscita ad accettare la «erre» mancante di Wei Li. Si è sempre sentita responsabile, per quel bambino che dopo cinque anni parlava ancora come i cinesi dei cartoni animati. «Alle Elementari hai sempre paura che un tuo fallimento segni in maniera indelebile un essere umano. Quando escono da qui, non li rivedi più, e ti chiedi che ne è stato di loro. Noi siamo le fondamenta della casa, quelli che cominciano qualcosa che altri finiranno». Un giorno ancora lontano, quando finirà di insegnare, Celeste Barone scenderà negli archivi della De Scalzi-Polacco, la scuola dove lavora da ormai 15 anni, e si leggerà i registri di quando i bambini «ariani» entravano dall'ingresso principale e quelli ebrei da una porticina sul retro, invisibili agli altri, contabilità separate, le loro vite documentate solo dagli appositi «registri della razza ebraica». Ne farà un libro, forse.

Anche la maestra Celeste è stata una bambina discriminata. È nata ad Asmara, figlia di un soldato che a guerra finita decise di restare in Eritrea per fare il fotografo. Quando la famiglia Barone tornò a Genova, lei e suo fratello erano chiamati «gli africani» dai compagni di classe. Non è un caso, dice, che entrambi siano finiti ad insegnare in istituti che hanno il quaranta per cento di alunni extracomunitari, lei alle Elementari, lui alla media Don Milani, la scuola ai bordi dei carrugi del centro storico che nel 1998 divenne un simbolo dell'Italia multietnica, quando si scoprì che tra i suoi banchi nove ragazzi su dieci erano stranieri. Fu allora che cominciò a funzionare una rete di accoglienza che anche oggi si occupa di distribuire in modo omogeneo gli allievi extracomunitari nelle varie scuole, per evitare la creazione di ghetti. Un osservatorio «indirizza» le iscrizioni alle primarie, mentre il Cras, Centro risorse alunni stranieri, da quasi dieci anni si occupa di formare gli insegnanti e distribuisce libri nelle diverse lingue d'origine. «Basta? Non credo. I programmi ministeriali si ispirano sempre alla poetica della maestrina con la penna rossa, che è sicuramente un modo di intendere il mestiere, ma da solo non è più sufficiente. Siamo diventati leggermente più tecnologici, solo questo». Il sistema scricchiola dalle fondamenta, anche in una città-pilota come Genova. I mediatori culturali, che sono pagati dal Comune, sono stati dimezzati negli ultimi anni, e la loro presenza si riduce ormai a qualche ora settimanale. A settembre il ministro Fioroni ha spedito 40 mila euro per le scuole della città, e solo in minima parte quei soldi sono stati utilizzati per accoglienza e inclusione dei bambini stranieri.

Alla fine si torna sempre a loro, alle maestre e alla buona volontà, una sorta di volontariato non obbligatorio ma necessario. «Il problema — dice Celeste Barone — è altrove, nell'università che non funziona. A chi vuole diventare maestro o professore si insegna di tutto senza fargli imparare un granché. Le ex Magistrali non formano, e parecchi dei giovani insegnanti mancano di passione e preparazione. Ogni tanto mi capita di andare all'estero per convegni, e vedo che i colleghi hanno competenze, capacità e conoscenze didattiche che le nostre scuole di formazione si sognano». L'integrazione, e molto altro ancora, comincia alle Elementari, l'unico ambiente protetto della scuola italiana, sottoposto a cambiamenti continui, ma in fondo sempre uguale a se stesso. Celeste ha una classe con sette etnie diverse, un caleidoscopio dove si concentrano i problemi che oggi una maestra si trova davanti. C'è il bimbo albanese con madre ancora ragazza che non riesce ad imparare una parola d'italiano. A settembre il piccolo libanese le ha detto che in estate suo cugino era morto su una mina israeliana, glielo avevano raccontato i nonni, e quindi aveva deciso che da grande avrebbe «odiato» i nemici. «Non è facile, spiegare ad un essere umano di sette anni sottoposto all'influenza dei grandi che l'odio non è un lavoro, non è niente».
Durante l'anno arriva sempre il momento in cui il medico scolastico impone la tubercolinica, e tocca spiegarlo ai genitori dei cinesi. «Penso che se qualcuno mi filmasse e mi spedisse su YouTube, spopolerei. Metto su una faccia da "bacillo di Koch", simulo atroci sofferenze, e solo allora la madre, preoccupata per la mia salute, mi prende la mano per farmi capire che va tutto bene. Un gesto di pietà». Anche a guardarla dal giardino delle Elementari, la famiglia non se la passa bene. «I bambini sanno essere crudeli, ma non conoscono ancora il razzismo. Le loro famiglie invece sì. Gli stranieri vogliono fortemente integrarsi, per condividere gli stessi giochi degli italiani, scambiarsi le figurine dei Gormiti. Ma quando un alunno ecuadoriano o marocchino sparisce da scuola, e purtroppo capita spesso, i genitori degli altri tirano un sospiro di sollievo, qualcuno dice che così il rischio dei pidocchi diminuisce e non si rende conto che sta pronunciando un'enormità. È un razzismo inconsapevole e strisciante. I figli accettano il diverso in modo incondizionato, mentre i genitori lo fanno solo per motivi di facciata, di rispettabilità». Non è passato molto tempo da quando Celeste si trovò appeso alla porta della classe l'invito alla festa di un alunno italiano, scritto dalla sua mamma. «Piccolo dettaglio, era nominale. Una lista di nomi, non tutti. Tu sì, tu no. E gli esclusi, ovviamente, erano stranieri». Non è una peculiarità italiana. Ecuadoriani e peruviani si odiano per ragioni storiche, ma in classe giocano insieme. Le loro madri invece non si parlano, e questo silenzio inevitabilmente sgocciola sui figli. «Dopo qualche mese, è facile che un bimbo ti dica che "quando sono grande a quello non gli faccio più amico"».

La speranza è nelle nuove generazioni, non di figli, ma di madri e padri. «Da qualche anno qualcosa sta cambiando. I sessantottini sono stati mediamente dei genitori orrendi. Disastri familiari, un caos affettivo inenarrabile, i bimbi gestiti come pacchi postali, impicci viventi da incastrare nell'agenda giornaliera, e sempre la pretesa che la colpa del disagio dei figli fosse di altri, del coniuge separato, della società ingiusta, mai loro. Nei nuovi genitori, invece, vedo una maggiore e più serena accettazione delle proprie responsabilità, dell'essere famiglia». Celeste ci si è trovata, questo mestiere non lo ha scelto. Ma alla domanda sul perché lo fa da oltre trent'anni, spunta fuori la maestra dalla penna rossa che è in lei, mischiata a qualcosa di molto personale. «Suonerà un po' retorico, ma l'unica risposta è questa: sono una signora di mezza età che non ha mai avuto figli. L'illusione di lasciare su ognuno di questi bambini una ditata, un'impronta positiva, è comunque un modo per guadagnarmi l'eternità». Pochi giorni fa, Celeste era sull'autobus. Ad una fermata, dai due ingressi della vettura è entrato un gruppo di ragazzi. Li ha guardati, mentre facevano casino, insultandosi da un capo all'altro della vettura. Uno di loro le sembrava di averlo già visto. Non si è fatta avanti, perché le maestre sono così, hanno paura di disturbare, hanno la percezione del tempo che passa. La maestra ha stretto gli occhi, per scrutare meglio i lineamenti di uno spilungone cinese. Era Wei Li, senza dubbio. Negli anni, aveva imparato tante cose, non tutte necessarie. Urlava, in mezzo agli altri passeggeri. Diceva «stronzo», «porca troia». Ma la «erre», quella, era perfetta.

Marco Imarisio

Thursday, April 05, 2007

mi sbagliavo, stando così le cose hanno fatto bene quelli del Manchester a pubblicare il vademecum, solo che dovevano inserire anche di evitare l'Olimpico. roba da Medioevo.

Tuesday, April 03, 2007

But of what.

Il vademecum per i tifosi inglesi. Sul sito del Manchester i presunti «rischi» per i britannici in arrivo a Roma in occasione della sfida di Champions

Il sito del Manchester United ha pubblicato una serie di consigli e segnalazioni destinati ai circa 6 mila tifosi britannici in arrivo nella capitale per la partita di Champions. Eccone alcuni:
1) state lontano da Campo de' Fiori, piazza di ritrovo degli ultrà romanisti;
2) evitate il ponte Pietro Nenni e i treni della metro diretti verso la fermata Flaminio;
3) non lasciate oggetti di valore all'interno delle auto parcheggiate;
4) fate attenzione ai borseggiatori sull'autobus 64;
5) diffidate delle offerte di aiuto sull'autostrada che va da Napoli a Salerno (non proprio nei pressi della capitale, ndr) in caso di foratura di uno pneumatico, perché potrebbe essere stata provocata deliberatamente.
6) fate attenzione ai gruppi di bambini che cercano di distrarvi per cercare di rapinarvi. Per questo portatevi dietro solo lo stretto necessario
7) alcune strutture all'interno dello stadio sono piuttosto antiquate
8) fate molta attenzione se viaggiate sui treni durante la notte

Il vademecum si conclude però così (non è chiaro se il testo sia stato inserito dopo le ultime polemiche): «Potrebbe sembrare che ci siano parecchi rischi per i tifosi del Manchester che seguiranno questo match. Desideriamo chiarire che non è così. Roma è una delle più belle città del mondo. Speriamo che vi divertiate visitando la città e assistendo alla partita».

And less bad.

Sunday, April 01, 2007

The Strokes - Heart In a Cage

The Strokes - You Only Live Once